Agosto 30th, 2007

Dopo Praga quindi Milano, dove ancora una volta abbiamo trovato l’ospitalità di Paolo. Un solo giorno e via, verso casa, che abbiamo raggiunto nel caldo più asfissiante. Eccoci qua, tra motorini sfeccianti in tutte le direzioni e un odore di immondizia di sottofondo. Siamo tornati a Caserta, i segni sono inequivocabili. Ora riprenderemo le vite qui, ma la civiltà che abbiamo assaporato in questo viaggio di certo ci farà guardare tutto ciò che ci circonda con occhio diverso.
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Agosto 24th, 2007

E’ una sera buia e tempestosa quella nella quale arriviamo nella Repubblica Ceca. Dopo sole alcune curve capiamo perchè il tizio alla frontiera sapeva parlare così bene l’italiano: una casarella isolata, una vetrina, due sedie e due donnine che ballavano seminude all’interno. Più avanti nel cammino entriamo in un paesino di montagna: lo spettacolo non è lo stesso, è molto di più. Insomma la prostituzione è legale da queste parti ed evidentemente eravamo gli unici italiani a non saperlo. Arriviamo quindi a Praga nel temporale totale e con fatica troviamo il nostro ostello. È simpatico il fatto che la scelta era ricaduta su quest’ostello dopo aver letto Free Parking; quando chiediamo dove sia questo Free Parking il tizio all’ingresso (che chiameremo Apu) ci indica la strada – quella è libera…
Scendiamo nel centro per mettere qualcosa nello stomaco e veniamo accolti da diverse persone che si propongono come guide alla scoperta delle follie notturne che la città offre. Noi gentilmente decliniamo e torniamo a dormire. All’indomani ci rechiamo al centro per il classico giro turistico. Praga è come una bella signora anziana e affascinante, che di notte si sveste mostrando il suo lato perverso.

La birra non costa veramente niente (29 corone pari a circa 1 euro per mezzo litro a 12°), quindi pensiamo bene di sostituila all’acqua nella nostra dieta, anche perchè costa di meno. Qui abbiamo l’impressione che l’italiano non sia proprio ben visto, sarà perchè forse la maggior parte di loro vengono per andare a puttane, sarà perchè li abbiamo sbattuti fuori dai Mondiali, sarà quel che sarà… Ci fermiamo per il dovuto pranzo in un locale, vicino al ponte di Carlo, dove decidiamo di provare qualcosa di tipico: gulash ungherese. Tra il piccante della carne e le bollicine della birra scopriamo, da una foto al muro, che lì è stato, in passato, Putin. Terminato il giro turistico di prima con la visita del castello e relativo cambio della guardia (sembrava di assistere ad uno spettacolo di marionette) torniamo in ostello per cenare. Il cuoco ci prepara una pietanza ancora più piccante del gulash di sopra che piace ad alcuni e meno ad altri, ma che di certo purifica i nostri corpi. Di nuovo quindi in città per un giro tra birrerie storiche. Ne scegliamo una davvero bella: ottima birra e divertenti le scritte sui muri – ovviamente ne lasciamo una anche noi. Sfatti al punto giusto ci ritiriamo in stanza in tarda nottata. Il giorno seguente la sveglia non arriva. Insomma prendiamo il ritmo che solitamente abbiamo in vancanza: ci si alza alle 2, si pranza alle 5, si esce con calma. Si va ansiosi nella birreria consigliata da Nevrotic[o]: immaginate gruppi di italiani quarantenni che, tutti sbronzi, intonano “Azzurro” accompagnati da un trombone ed una fisarmonica suonate da due tizi vestiti da tirolesi… mancava solo Pino Mauro e la gente di Forcella… quindi ritorniamo alla birreria della sera precedente, dove la situazione ci sembrava più consona alle nostre esigenze. La birretta scende tra un cross sbilenco di Beckam ed un pretzel. I tedeschi a fine partita ci salutano ridendo della vittoria a Wembley, noi rispondiamo ridendo di loro che non ci battono da 30 anni… che bello girare l’Europa da Campioni del Mondo.
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Agosto 24th, 2007
TERRA!!! TERRA!!! - gridò la vedetta dal ponte della nave. Eravamo a Rostock, in Germania.
Diciamo che proprio a Rostock ci rimaniamo si e no 15 minuti, il tempo di comprare una bottiglia d’acqua ipergastatissima e raggiungere l’autobahn che ci porta a Berlino. Il mozzo mantiene una media alta ed in poco meno di 2 ore siamo nella capitale. Non fatichiamo troppo a trovare l’ostello – dopotutto il GPS che lo teniamo a fare? Il posto è davvero bello ed accogliente: ragazzi che bevono birra e chiacchieranno nella hall, un personale molto gentile e delle tessere magnetiche che permettono di andare un po’ ovunque. Dopo aver cenato dal kebabaro turco di turno ci intratteniamo a bere con tre ragazzi irlandesi ed uno di Cincinnati, Ohio. Ci si capisce poco ma si ride molto: sarà l’alcool? Praticamente crolliamo nei letti e ci svegliamo solo a mattinata inoltrata grazie ai rumori dei lavori che vengono dalla strada. Colazione veloce e si parte. Non abbiamo molto tempo da passare a Berlino, quindi dobbiamo scegliere accuratamente cosa vedere. Prima scelta obbligata: il muro, per ciò che è stato. Seconda scelta, ancora più obbligata: l’Olympiastadion, tempio dove undici azzurri sono andati a prendere la quarta stelletta.
Il muro lo troviamo facilmente: è un muro. Aggiungere altro è inutile: stiamo parlando del muro di Berlino. L’Olympiastadion è abbastanza lontano e per raggiungerlo attraversiamo tutto il centro della città. Una volta lì ci scappa quasi la lacrimuccia… meglio lasciar parlare le immagini.

Dopo il dovuto pellegrinaggio ripartiamo alla volta di Praga. In questo momento ci troviamo nel mezzo di una tempesta, il tempo all’arrivo non si preannuncia buono, ma dopo tutta la strada che abbiamo fatto non ci spaventa più nulla (…o quasi).
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Agosto 20th, 2007

Giorno che passa, giorno che viene. Oggi dobbiamo partire da Helsinki, ma verso le 20, quindi con mooolta calma sistemiamo noi stessi e la nostra roba, poi ci dirigiamo verso il porto. La compagnia che utilizziamo è la Tallink, specializzata in traversate del Mar Baltico. La nostra nave salpa da Helsinki e raggiungerà Rostock solo dopo 24 ore. È curioso che l’addetta al check-in sul traghetto si fidi solo di un numero di prenotazione e di un nome che le vengono consegnati. E se fossimo trafficanti di coca che hanno sottratto una carta di credito a qualcuno e viaggiassimo in incognito? Non un documento, non un segno, veramente potremmo essere chiunque… Saliamo sulla nave e raggiungiamo le nostre poltroncine da 90 euro l’una. La stanza è minuscola e c’è un tizio che 8 minuti dopo essersi seduto inizia a russare così forte che molti nella stanzetta decidono di trovare una sistemazione migliore. Dopo aver organizzato un torneo a Football Manager (dovranno pur passare queste 24 ore…) ceniamo e ci corichiamo anche noi.
Il mattino arriva dopo che le onde ci hanno cullatto tutta la notte. Il tizio si è svegliato e ci ha lasciato riposare almeno un po’; peccato che però Attilio non fosse d’accordo col silenzio, decidendo di accompagnare col suo ronfare il nostro sonno. Insomma considerando anche la puzza dei piedi del vecchio dietro di noi, …che nottata di merda.
Molto carichi (…) ci alziamo: 3 squadre devono seguire il loro percorso per la Coppa America. Diciamo che dopo aver fatto colazione Football Manager diventa la nostra unica attività. Brian che non gioca sta lentamente impazzendo osservando il saliscendi della nave tra le onde. Per farla breve sia Messico che Uruguay che Paraguay non sono andati oltre i quarti di finale, la coppa è andata alla Colombia. Qui fuori continuiamo a vedere solo acqua, forse la Germania non c’è più e nessuno ce l’ha detto! Forse qualcuno l’ha spostata! MA QUANDO ARRIVIAMO?!?!?!?
in attesa che la follia ci prenda tutti preannuncio che quando arriveremo (se arriveremo…) tenteremo di raggiungere Berlino per pernottare in un ostello.
Acqua… acqua… acqua… acqua… acqua… acqua… acqua… acqua… acqua… acqua… acqua…

ANDIAMO A BERLINO!!! ANDIAMO A BERLINO!!! ANDIAMO A BERLINO!!!
(Caressa docet)
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Agosto 20th, 2007
…e fu così che la ciurma giunse ad Helsinki, capitale della Finlandia.

Arriviamo insomma nel tardo pomeriggio e dopo aver cercato invano un bigliettino lasciatoci da Erasmo il giorno prima – in effetti avevano pulito la bacheca, ma Erasmo capirà e non ci lascerà senza birra ;), ci rechiamo nell’unico campeggio della città: il Rastila. Dopo aver sistemato la tenda e pronti per la cena inizia il diluvio… riusciamo con non poche difficoltà a sistemarci per la notte che trascorre tra lampi e goccioloni di pioggia sul tetto della 3 second.

La mattina siamo pronti per esplorare le bellezze di questa capitale e quindi regaliamo i primi 6 euro (a testa) alla biglietteria della metro per il giornaliero. Giro del centro con puntatine nella piazza del Senato e sul porto, con relativo mercatino, dove più volte rischiamo lo svenimento quando ci vengono detti i prezzi di alcuni articoli in vendita (vanno dai 150 ai 500 euro!!! in un mercatino!!!). Sostiamo in una chiesa ortodossa dove sta per essere celebrato un matrimonio ortodosso, un po’ perchè siamo curiosi, un po’ perchè c’è tanto vento (poi magari questa verrà spiegata più avanti). Dopo la sosta ci rifermiamo (…) al porto per gustare un mix di salmone, alici, paella, verdure e patate che ci sfama e fa ancora di più, infatti è d’obbligo un riposino nello Esplanade Park non molto distante. Prima assistiamo al rituale che inizia le matricole alla scuola superiore: orde di ragazzi sporchi e puzzolenti corrono per le strade schiamazzando (che schifo). Il riposino dura in effetti più del dovuto e, dopo aver ascoltato le note di un trio francese ci dirigiamo verso un locale dove si dovrebbe tenere un concerto dell’Art Goes Kapakka, una specie di festival per palati fini. Il locale lo raggiungiamo, ma si rivela essere fin troppo fine e sofisticato, così optiamo per una cassa da dodici di birre e decidiamo di assistere ad un concerto sulla riva del mare (qui ad Helsinki c’è un concerto ogni 20 metri; non sappiamo se è sempre così, ma la cosa ci piace.) Suona una cantante finlandese, tale Anna Ericsson, ma la musica non ci soddisfa; riprendiamo quindi la metro e ritorniamo al nostro amato Rastila dove, nelle cucine al chiuso a disposizione dei campeggiatori, ora il Cuoco ci sta preparando un’insalata di riso.
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Agosto 20th, 2007
Nuovo giorno e nuova tappa. Ci muoviamo sempre in Finlandia per dirigerci verso Helsinki. La distanza da coprire è notevole e quindi pensiamo, per la notte, di fermarci a Jyvaskyla, centro non molto grande nel mezzo dei numerosi laghi finlandesi, famoso per lo sci di fondo e un megatrampolino per il (salto con gli sci). Il posto apparentemente non sembrava offrire molto, scopriamo invece che anche questi piccoli centri cittadini sono dotati di ogni confort che un giovane ragazzo italiano in cerca di esperienze può desiderare. Il campeggio in realtà è una stazione sciistica che, essendo in bassa stagione, ci ragala praticamente la permanenza. Brian decide di approfittare di un’attrazione tipicamente finlandese e va a farsi una bella sauna. Ne esce dopo 10 minuti barcollante come dopo una sonora sbronza: la temperatura all’interno è di circa 90 gradi e con dell’acqua presente in un secchio è possibile alzarla a piacimento semplicemente gettandola sui carboni ardenti… Dopo cena la ciurma ha bisogno di un po’ di alchool e qualche diversivo per alleggerire il viaggio. Si scende dunque nel paese e la prima cosa che si nota è lo strano rapporto (in senso matematico) donne/uomini finlandesi, decisamente in favore delle prime: possono mai esserci 7 donne per ogni uomo? Bah… Ci fermiamo ad un bar a sorseggiare una birra e proprio di fianco notiamo uno strano via vai da una porta. Il Commodoro si assume la responsabilità (…) di controllare la situazione ed entra. Nulla di particolare, il locale è una specie di discoteca/night. Il Cuoco ed il Nostromo, provati dal viaggio, si fiondano all’interno, presto raggiunti dagli altri. Ora secondo me è giusto un piccolo excursus sulle abitudini alcoliche finniche. In Finlandia è possibile, in qualsiasi cocktail, utilizzare solo una piccola percentuale di alchool effettivo – mooolto piccola. La cosa strana è che all’interno di gente sbronza ce n’è davvero tanta, e considerato il costo medio di una bevanda, ci vengono i brividi a pensare questi giovani quanto spendono in una serata del genere.
Insomma siamo dentro e forse anche un po’ avanti con i drink, ma siamo lucidi e meravigliati: sembra di essere ad una di quelle festicciole di quattordicenni strafatti di fanta, solo che qui sono un po’ più grandi. Dopo aver ammirato le evoluzioni sul dancefloor del Nostromo e soprattutto del Cuoco decidiamo che può anche andar bene e ce ne torniamo nel nostro simpatico campeggio.
P.S. Non chiedeteci del palloncino.
P.P.S. Non è quello per controllare il livello alcoolico di un guidatore.
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Agosto 15th, 2007
Dopo “l’impresa” la ciurma si concede un giorno di completo riposo in quel di Narvik. Un sole cocente ci fa compagnia rendendo il nostro hytter simile ad un forno.
La mattina ci svegliamo trovando un temporale (!!!) ad aspettarci. Con fatica lasciamo le nostre brande e ci prepariamo a raggiungere la Finlandia, con i suoi prezzi finalmente in euro!
Per il pranzo ci fermiamo a Pello, cittadina per metà in Svezia e per metà in Suomi (Finlandia). Il viaggio prosegue poi fino a Rovaniemi, anche nota come la città da cui proviene Babbo Natale. Qui ogni cosa si chiama Santa: Santa Coffee House, Santa Pub, Santa Hotel… il nostro campeggio si trova sulle rive di un fiume. Il posto è davvero suggestivo e i servizi sono eccezionali. Durante una passeggiata per la città notiamo come la cultura “emo” sia qui veramente diffusa: una ragazzina si dipinge in volto una cicatrice con la matita per gli occhi stile Capitan Harlock. Prima di tornarcene in campeggio proviamo a comprare una confezione di birre ma la commessa si dimostra inflessibile nello spiegarci che alle 21:15 non è più possibile farlo, saremmo dovuti arrivare un quarto d’ora prima… eh, efficienza nordica… ogni tanto vorremmo quasi essere in Italia…

Per cena il cuoco ci prepara una pasta e fagioli che fa tornare l’appetito a tutto il camping, attirandosi le attenzioni di due spagnole in cerca di “pentolini per scaldare il latte”; dopo cena poi, con poco sonno per la verità a causa del fuso orario – qui siamo un’ora avanti, ci stendiamo nella tenda.
P.S. abbiamo trovato la cartolina per Nicola Jamiro Jaufenpass Jahsuiaohfurai. Qualcuno, gentilmente, può scrivere qui sopra il suo indirizzo? ovviamente ne invieremo una anche al buon animo che ci aiuterà.
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Agosto 14th, 2007
Ce l’abbiamo fatta!

La giornata inizia con tutta calma perchè la sistemazione che abbiamo trovato per la notte dista non più di 150 Km dal punto ultimo. Ricca colazione e partenza per le ore 11:00. Ci fermiamo lungo il tragitto diverse volte perchè i paesaggi richiedono la contemplazione che meritano, e perchè se non lo facessimo l’autista di turno potrebbe distrarsi facilmente e farci finire tutti in un fiordo. Lungo il percorso siamo interrotti diverse volte da renne di passaggio che tranquillamente attraversano la strada con la stessa incoscienza di bambini di otto anni all’uscita da scuola. Prima dell’arrivo ci vengono estorte 286 NOK per poter entrare sull’isola dove si trova Nordkapp; le stesse corone ci verranno poi estorte nuovamente al ritorno per uscirne… A circa 50 metri dalla meta ci chiedono di pagare nuovamente. Questa cosa manda su tutte le furie il mozzo Brian che si rifiuta e decide di aggirare il posto del pedaggio. Il cuoco subito lo segue percependo puzza di truffa. Il commodoro ed il nostromo non possono abbandonare la nave e decidono di pagare. Altre 220 NOK, ma solo perchè dimostrano di essere studenti (altrimenti sarebbero state 390…). Il piano del mozzo funziona e quindi ci ritroviamo tutti all’ingresso del megacomplesso ristorante-negozio di souvenir di Capo Nord. Insieme decidiamo di superare quelle fredde mura per ritrovarci davanti l’Artico, ed il nulla. Sul bordo della terrazza, vicino alla statua rappresentante il globo terrestre, scopriamo che in realtà il punto più a nord d’Europa è una piccola penisola un po’ più ad ovest di Capo Nord. Essendo più al livello del mare, però, si preferisce identificare il promontorio su cui ci troviamo come la meta fatidica. Serie di foto in tutte le salse, anche per testimoniare agli scettici (vedi Anna…;)) che l’impresa è compiuta e poi si torna in macchina per dirigerci verso l’hytter che ci ospita.

Da questo momento inizia il nostro viaggio di ritorno.
P.S. Dati i soldi che si devono pagare per poter raggiungere questo posto (286 NOK + 286 NOK + 110 NOK a testa sono circa 129,74 €), si pensava di rinominarlo NordPaKK…
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Agosto 14th, 2007
Il post di prima era solo una breve carrellata degli stupendi luoghi che abbiamo ammirato oggi. La giornata è stata lunga e abbiamo percorso circa 600 Km costellati di splendidi panorami sull’ E6. Da fiordi innevati a lande sconfinate e angoscianti, da Narvik dovevamo giungere ad Alta, cittadina nel nord della Norvegia nota ai più per i graffiti preistorici. Arrivati al campeggio che si trova un po’ fuori città scopriamo che questo è invaso da mocciosi che giocano a pallone e scopriamo che non c’è posto per quattro giovani ragazzi italiani. L’intera città è stata infatti affittata per un torneo di calcio per bambini (?!?!?!?!?). Ma è il posto giusto per organizzare un evento del genere? Ma fa un freddo cane? Ma sti ragazzi poi che fine fanno che è tutto il giorno che cerchiamo di ricordare un nome di un giocatore norvegese che non sia Ole Gunnar Solskjaer, Tore Andre Flo e John Arne Riise? Insomma siamo costretti a spingerci ancora più verso nord per trovarci una sistemazione per la notte. Dopo altri 60 Km di peregrinazioni giungiamo in un luogo non meglio identificato dove troviamo un campeggio con un vecchio che parla solo norvegese. La cosa strana è che Gianni, non si sa come, lo capisce (che culo!). Il vecchio comunque ci da un Hytter extra-lusso, con tanto di salotto, per la notte, ad un prezzo accettabile. Cena ancora una volta italo-norvegese e poi dritti a letto. Siamo a meno di 800 Km da Nordkapp, 3780 Km da Roma, 2627 e rotti dal Polo Nord: la meta è vicina.

P.S. Sassi: abbiamo letto il messaggio… FOTTITI TU E LA JUVE.
P.P.S. Ci siamo ricordati anche John Carew. Ma non basta…
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Agosto 14th, 2007
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