Napapiiri

Agosto 14th, 2007

La giornata inizia salutando Boden e il suo cielo color vaniglia. Decisi in questo giorno a superare il Circolo Polare Artico, ovvero il punto più a sud dal quale è possibile vedere il sole di mezzanotte (che non abbiamo visto…). Il tempo oggi è brutto, siamo stati fortunati fino ad adesso ma ora inizia il vero tempo scandinavo. Maciniamo kilometri su kilometri fino ad essere sorpresi dalla radio svedese che ci passa “3 parole” o “Sole cuore amore” o come cazzo si chiama quell’orribile pezzo che ci distrusse le orecchie e non solo alcune estati fa… Valichiamo il confine Sweden-Norge e cambia anche il paesaggio. Le foreste ed i laghi si tramutano in monti e rigagnoli tra le rocce. Verso le 19 (in piena luce… se non ci fossero le nubi…) arriviamo a Narvik. Qui troviamo il nostro campeggio che ci offre un Hytter, ossia una Stuga svedere in tutto e per tutto, ossia quello che noi chiamiamo un monolocale senza il cesso. La vista dalla nostra casetta è di quelle che lasciano senza fiato. Davanti a noi si distende l’Ofotfjorden: montagne innevate che si tuffano in un mare azzurro chiaro.

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Breve passeggiata nella città per procurarci l’occorrente per la cena. Si decide per un piatto italo-norvegese: pasta con piselli (italo), gamberetti (norvegese) e panna (dipende dai punti di vista). Nel supermercato troviamo una panna da cucina che si rivelerà essere latte parzialmente scremato in tutto e per tutto (è anche vero che noi cerchiamo la panna da cucina in Norvegia…). Il tempo non migliora durante la serata, anzi fa davvero freddo, e pensare che solo il giorno prima eravamo a mezze maniche e pantaloncini. A fine giornata siamo distrutti dal viaggio, dal freddo e dalla pseudo panna, così dopo una rincuorante camomilla ci distendiamo sulle nostre brande.

Vanilla sky

Agosto 14th, 2007

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“Apri gli occhi…”

Diri diri dan dan dan dàn dàn… (…ehm sarebbe l’inizio di “Everything in its right place”, ma questa è per puristi ;) )

Nono giorno.

La giornata inizia alzandosi faticosamente dalle nostre brande nella Stuga: è difficile lasciare quella bella temperatura per trovare… …un sole che picchia sulle nostre teste! Terminata la colazione ed i preparativi salutiamo la simpatica direttrice del campeggio di Antjarn per dirigerci verso Boden. La prima sosta avviene nell’unica stazione di servizio svedese che non serve hot dog ( lo so che è sbagliato ma ultimamente a metà mattina è proprio quello che ci vuole… ;)), poi dritti verso Umea. Qui decidiamo di fermarci da Max, una catena di fast food che servono panini non male ( per quanto un pasto del genere possa essere non male). Lì scopriamo una connessione gratuita ad internet e ne approfittiamo per aggiornare il blog (chiediamo scusa per la lentezza con la quale pubblichiamo i nostri post, ma le connessioni che troviamo permettono di fare poco o niente), prenotare il traghetto che (forse) ci porterà da Helsinki a Rostock, e l’ostello a Berlino. Ripartiamo più tranquilli e verso le 19 arriviamo a Boden, minuscola cittandina nel nord della Svezia dotata di uno splendido campeggio e dell’ormai solito splendido lago (…). Cena iperproteica a base di riso,fagioli, mais, tonno e uova di anatra ( le uova di anatra fanno cagare: non che abbiano un cattivo sapore ma a confronto le prugne sono come limoni) e dritti a letto ancora con la luce nel cielo. Praticamente dormiamo sempre con la luce: o è quella del tramonto o quella dell’alba, questa cosa comincia anche un po’ a debilitarci…

Laghi e foreste.

Agosto 8th, 2007

Laghi e foreste, ovvero la Svezia in due parole… no, si scherza, c’è molto di più: ci sono anche molti fiumi che collegano i laghi e che attraversano le foreste… insomma il paesaggio in questo nuovo giorno di viaggio è monotono ma stupendo. Quasi 600 Km ci separano da Antjarn, nostra meta prestabilita. Il nostro cammino inizia alle 10:20 del mattino carichi e pronti alla traversata. I primi 200 Km vedono solo un piccolo imprevisto a Stoccolma, dove il Nostromo alla guida non nota l’uscita che porta all’autostrada e finisce dentro la città. Commenta il Nostromo: “Beh si, mi han spostato l’uscita a sinistra, non mi son perso d’animo, senza satelliti mi sono affidato al mio fiuto ed ho ritrovato la giusta via… comunque il gruppo mi è stato vicino, dai!”. Insomma si esce da Stoccolma per dirigersi verso Gavle. Qui cerchiamo una connessione ad internet per postare qualcosa su questo stramaledetto blog, solo che quando chiedo un Internet Point la commessa di un centro informazioni mi guarda come se avessi chiesto un elefante… alla fine ci rifugiamo in un covo di nerd strafatti di World of Warcraft. Immaginate: fuori la Svezia, il sole (che vedono 5 giorni l’anno), i prati, le bionde, i laghi, le foreste, gli emoboys… e dentro il buio, molti computer e stuoli di ragazzini in età adolescenziale incollati ai monitor… che tristezza…  vabbè dai non ci facciamo abbattere da queste visioni e dopo aver controllato mail varie ci dirigiamo in un parco per pranzare. Il parco merita una descrizione: tavoli, scivoli, docce, addirittura una carbonella per fare la brace con tanto di legna a disposizione! (…li ci vengono in mente i parchi della nostra Caserta…). Dopo pranzo il viaggio prosegue fino ad Antjarn dove troviamo una simpatica signora cicciotta dalla voce squillante che ci attende e ci consegna le chiavi della nostra Stuga (specie di bungalow). La nostra attenzione viene però subito catturata dal laghetto in mezzo al bosco: praticamente 25 secondi dopo aver parcheggiato eravamo a sguazzare nelle sue gelide acque.(presto il video)

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Dopo la nuotatina il cuoco provvede a sfamare la ciurma mentre conosciamo 2 ragazzi di Como nostri vicini di Stuga che erano diretti verso mete sciistiche (bah… il 7 di agosto?!?!? …ma state pure a Como! manco foste di Gela…). La giornata infine termina sommersi dalla nebbia e tutti infreddoliti ripariamo nella nostra pseudo-abitazione.

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Zanzare fameliche

Agosto 8th, 2007

Il primo evento degno di nota del nostro settimo giorno è il passaggio per il megaponte che collega Danimarca e Svezia. Il passaggio su quest’opera gigantesca di costa 34 euri sonanti, della serie: “Ti sei voluto fare il giro?…”. Superato il confine il paesaggio diventa stile fiaba: boschi e laghi a perdita d’occhio. Per i primi 25 minuti è tutto un “Oooh!” “Aaaah!” “Guarda lì!”… poi effettivamente capisci che sarà un po’ sempre così e quindi la smetti di meravigliarti. ;) Il viaggio prosegue fino e Jonkoping, piccola cittadina sulla riva di un lago immenso (non si riusciva a vedere la riva di fronte…). Qui sosta per il pranzo e megafurto da parte di un negozio che ci spilla 252 corone (più o meno 28 euro) per un cavo elettico e un tubetto di SuperAttack. Per rendere l’idea il campeggio dove sosteremo per la notte ce ne costerà 180… e parliamo dunque di questo campeggio!

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La città in cui decidiamo di fermarci per la notte è Norrkoping, il campeggio è molto free, o almeno questo è quello che capiamo da un vecchietto che al nostro inglese risponde solo in svedese… in effetti ci dice di lasciare la tenda un po’ dove vogliamo e noi altri geniacci pensiamo bene di montare la 3 seconds in riva al fiume. Un paesaggio davvero meraviglioso, come può testimoniare la foto, ma al calar del sole veniamo letteralmente divorati da un’orda di zanzare incazzatissime. Il povero cuoco Attolio è la vittima prescelta e viene punto ripetutamente praticamente in ogni parte del corpo visibile. Nemmeno troppo più tardi (il sole cala alle 21:30, diventa buio verso le 23..) decidiamo di rifugiarci nella nostra tenda per sfuggire all’orda famelica e concludere la giornata.

Semafori rossi e bionde in bicicletta

Agosto 8th, 2007

Il semaforo: questo sconosciuto.

Il semaforo in Italia rappresenta un ornamento per le strade cittadine e non. In Danimarca, ed in particolare a Copenhangen, il semaforo è un compagno severo e fedele di ogni viaggiatore. Se ne trova uno ogni 10 metri, stile venditori sigarette di contrabbando (Marrocchini (si, con 2 “r”, ndBrian&Attolio) che popolavano le nostre strade qualche anno fa. (qui avrebbero davvero fatto fortuna.).

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“Ma dove vai ragazza in biciletta?” …cantava il grammofono di mio nonno… a Copehnagen ci si pone questa domanda ogni 25 secondi, cioè mentre si attende il verde al semaforo. In effetti le biciclette, o meglio le bionde che le guidano, sono la seconda (…forse la prima) attrattiva della città.

Ma ora parliamo delle danesi, anzi, che ne parliamo a fare? Ce ne siamo andati saturi di bionde dalle gambe lunghe e dal sorriso difficile.

Ora basta scrivere puttanate, questo è un diario di bordo e deve parlare del viaggio.

Sesto Giorno. Dio creò l’uomo.

la mattinata inizia salutando il simpatico borgo che ci aveva ospitato per la notte e Attolio si prende la responsabilità di portarci nella capitale. Il viaggio scorre abbastanza tranquillo ed arriviamo in un gran bel campeggio sul mar Baltico che teoricamente dovrebbe ospitarci. Mentre io e Gianni ci muoviamo per trovare un posto alla nostra tenda, Attolio e Brian restano a ammirare le bellezze danesi che passano davanti alla reception. Per i primi 10 minuti i nostri uomini sono contenti del loro ruolo, poi il tutto si tramuta in un inferno. Sono costretti a trovare riparo all’ombra di un albero lontano dal passaggio perchè i loro spiriti (…) li stavano praticamente cuocendo vivi. Il campeggio si rivela essere una meta molto frequentata ma disgraziatemente non c’è posto per la nostra ciurma.

Così si decide di spostarci verso il camping Absalon, più verso l’interno. Qui parte la sfida del montaggio delle tende con i nostri vicini. Inutile dire chi ha vinto (la nostra 3 second è imbattibile). Il cuoco Attolio ci prepara un frugale (mica tanto) pranzo e ci avviamo verso il centro della città.

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Copehnagen è davvero bella, il vecchio ed il nuovo di mescolano armoniosamente, alternando edifici dall’architettura tradizionale a strutture di vetro e acciaio modernissime. Consumiamo la cena all’interno di un ristorante di una delle tante catene di distribuzione di pasti veloci americana nei pressi di Tivoli per poi fermarci in un tipico pub Irlandese (!!!) a gustare una Carlsberg. La cameriera del posto viene colta da un attacco di nevrosi acuta proprio mentre prende la nostra ordinazione e finiamo col pagare 3 euro in più a causa di un cambio più ufficioso che ufficiale che risulta essere poco vantaggioso per noi. Torniamo infine in campeggio stanchi ma pronti ad affrontare domani il passaggio verso la Svezia.

P.S. 5 Agosto 2007 Rolling Stones in concerto a Copehnagen: noi NON c’eravamo.

P.P.S Fa davvero caldo, la temperatura sarà di sicuro sopra i 30 gradi, siamo tutti a mezze maniche e ora crediamo al surriscaldamento globale. ;)

Welcome to Denmark

Agosto 8th, 2007

Quinto giorno.

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Oggi salpiamo da Vlotho per dirigerci verso Copenhagen. Il grande zio Rino ci saluta affidandoci diverse cotolette di maiale. Si deve veramente rendere omaggio a quest’uomo. Ci siamo sentiti più che a casa. Il tragitto prevede una sosta iniziale alla stazione di Hannover, dove lasciamo Marilena alle sue peregrinazioni europee solitarie. Ripartiamo in leggero ritardo perchè non si riesce a trovare un bancomat ed un benzinaio (o meglio si trovano ma non si fanno capire bene…), ma sono solo i primi imprevisti della giornata. Arriviamo in autostrada in prossimità di Amburgo e troviamo 10 Km di coda!!! …nemmeno sulla Salerno-Reggio Calabria… questo ci fa ritardare veramente di molto sulla tabella di marcia. Il tragitto per raggiungere il traghetto per la Danimarca è costellato di eliche giganti per la produzione di energia eolica: sono davvero imponenti ed è un peccato che in Italia ancora non siamo ancora in grado di reggere il confronto. Arriviamo a Puttgarden dove si prende il traghetto per raggiungere l’isola di Lolland (…non so questo nome mi mette allegria…) in Danimarca. La traversata dura circa mezz’ora. Sbarchiamo in Danimarca, terra di vichinghi… decisi a raggiungere immadiatamente Copenhagen ( dista 160 Km, sono circa le 20:30 e c’è ancora abbastanza luce) ma poi diversi lavori sulla strada e la stanchezza ci fanno cambiare idea. Ci fermiamo così a Guldberg, piccolo paesino con un accogliente campeggio. Qui decidiamo di passare la notte; trovando un simpatico vicino di tenda danese innamorato di Ischia e di un film italiano di cui non ho capito il titolo… ;) Il vicino ci presta una prolunga e si intrattiene a parlare con noi per un po’. Lo chef si appresta ai fornelli e ci prepara una pasta e piselli semplicemente divina (ora è alla guida ed essendo il più inesperto della truppa la tensione si taglia con un coltello. Brian ha tentato di farla finita già 2 volte. Lo abbiamo fermato. ;)). La sua creazione però ci tramortisce e siamo costretti a infilarci nei sacchi a pelo e svenire…

N.d.Nostromo: per i viaggiatori in cerca di avventure romantiche. Se siete in Germania e avete bisogno di precauzioni, accertatevi che ci sia abbastanza luce da permettervi di fare la vostra scelta accuratamente, o rischiate di ritrovarvi, come me, con dei simpatici accessori che garantiscono poche precauzioni ma intense sensazioni…

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Da Rino con giardino.

Agosto 5th, 2007

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Giunti in Westfalia ci accoglie lo zio Rino con il suo ristorante sito su un lago vicino Vlotho, ad 80 kilometri da Hannover. Lui si che ha capito tutto della vita. Si fa il culo per 3 mesi l’anno dando da mangiare qualcosa di decente ad un popolo che di cucina capisce poco e niente. Cmq l’accoglienza è delle migliori. Ci viene forinto vitto e alloggio, una simpatica roulotte con veranda.

Il posto è carino, le anatre sono invitanti, peccato il freddo che ci impedisce di tuffarci nel lago simil Dawson’s creek, e la tenera età delle ragazze presenti nel campeggio (per famiglie) che ci impedisce di tuffarci in qualcos’altro.

L’indomani siamo andati ad Hannover. Grande città, ricca di servizi e centri commerciali, un po’ più povera dal punto di vista artistico. Lì ci incontriamo con Marilena, anche lei in viaggio per l’Europa.

Giriamo un po’ per il centro così da farci un’idea del posto. La Germania ha una strana cultura alimentare. Pane dolce, e dolci salati. Cmq a proposito di pane, non sembra che questi germanici ne mangino molto. Lo dimostra i numerosi venditori ambulanti che vendevano mezzo metro di salsiccia in 5 cm di pane.

Cmq da buoni amanti della cucina tedesca, all’ora di pranzo ci fiondiamo in un ristorante greco per mangiarci una bella pita giros.

Dopo aver mangiato, ed evitato accuratamente di prendere il caffè, presi un po’ dal rimorso per il pranzo poco tradizionale, decidiamo di assaporare una buona birra nel centro storico.

Qui la birra è veramente buona, bisogna dirlo, del resto stiamo in Tedeschia.

Bayern

Agosto 3rd, 2007

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Dopo aver percorso in altezza la Svizzera arriviamo a Lindau. Bella cittadina sul lago di Costanza. (a dire il vero mi sa che è piaciuta solo a me: Gianni e Attilio credono che sia un po’ troppo perfetta, Brian pensa che sia solo un’attrazione turistica. Intanto è un posto civile, e questo per me è già un gran risultato. Anzi forse chi come noi proviene da luoghi dove certe cose si vedono solo in Civilization tutto quest’ordine e questa pulizia ci sembrano essere sin troppo artificiali…)

cmq ripartiamo e salutiamo il lago di Costanza verso le 17:30, diretti a Monaco di Baviera. L’autostrada scorre veloce e bisogna notare che è sì vero che i limiti di velocità in Germania sono solo un consiglio, ma è anche vero che questo è possibile solo grazie all’estrema coscienza e rispetto degli automobilisti tedeschi. Per essere più chiari: ad un certo punto sono rimasto fermo ad un semaforo verde perchè non mi ero accorto che aveva cambiato colore, e nessuno ha bussato il clacson per sollecitarmi!!! questa cosa non dovrebbe essere strana, ma a noi è sembrata veramente fuori dal comune…

verso le 20 arriviamo al campeggio che avevamo scelto. Breve contrattazione col gestore ribattezzato Baffo D’Oro Moretti che non vuole nemmeno un documento di riconoscimento da me: si fida esclusivamente delle generalità che scrivo sul foglio che mi passa. (scusate se preciso di continuo queste cose, ma veramente questo rispetto per il prossimo mi lascia ogni volta sorpreso. :)) montiamo la nostra tenda nei 3 secondi che richiede ;) e Attolio ci prepara una pastasciutta che ci fa sentire meno lontani da casa. Dopo cena scende un’umidità pazzesca che ci convince a coricarci. Il sonno fatica ad arrivare e ci intratteniamo in discorsi da maschietti fin quando un gruppo di Olandesi ci fa notare che stiamo facendo un casino pazzesco. (ah… les italiens…) Domani si va ad Hannover ed il percorso è lunghetto.

Sfizeroh

Agosto 3rd, 2007

Secondo giorno.

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Partenza avvenuta un po’ in ritardo a causa di bisogni fisiologici timidi. Ore 10:30 siamo da Esselunga, che Brian dice essere il merendaro del Nord. I panini non si fanno, al massimo li compri pezzo pezzo. Breve tragitto autostradale ( 2 differenti pedaggi, chissa’ perche’) e finalmente usciamo dall’amata Italia.

15 minuti in Svizzera ci costano 45 €. (è poco secondo voi?!? nd ZioAlfonso) 30 di questi ci vengono spillati solo per poter entrare, per un bollino autostradale valido fino al 31 gennaio 2008. i restanti 15 servono per sostituire una lampadina di un anabbagliante che clamorosamente si è fulminata. Per questo io direi di osservare un minuto di religioso silenzio in onore del simpatico meccanico che le ha sostituite nemmeno 10 giorni fa. Grazie meccanico, hai fatto un bel lavoro, speriamo che almeno al resto hai dato un’occhiata.

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Simpatico aneddoto che convolge il nostro Nostromo nonchè official photo reporter. Per documentare il nostro arrivo nella terra dei cantoni Gianni pensa bene di scattare (spinto dal resto della ciurma…) una foto alla dogana. Ovviamente un finanziere ci ferma per chiederci spiegazioni pretendendo di vedere l’immagine. È chiaro che scorrendo le foto presenti in memoria vede quella scattata ieri ai carabinieri e lì capisce che è una nostra usanza immortalare le forze dell’ordine dei paesi che visitiamo e ci lascia andare.

Precisazione sui costi dei carburanti: in Svizzera solo la benzina costa meno che in Italia, il gasolio ha praticamente lo stesso prezzo. (e meno male che non ci sono le tasse).

Tempo sereno e temperatura gradevole. Splendida la vista del lago di Como tra i monti. Il Mozzo Brian è alla guida e ci stiamo dirigendo verso il lago di Costanza dove è prevista una sosta a Lindau.

Addio Milano

Agosto 3rd, 2007

L’intera ciurma esprime i più sentiti ringraziamenti a Paolo. Veramente un signor padrone di casa. Non ci ha fatto mancare nulla e per questo ha tutta la nostra riconoscenza.

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Paolo: voto 10. In casa sua la fa da padrone ma è magnanimo ad aprire le porte ai ragazzi. Ospitale.

La sede di Dada.net è un grosso capannone, ma fa davvero molto new economy.